Dublino: la Cattedrale di San Patrizio

Più che un austero luogo di preghiera, la visita a questa cattedrale è un viaggio multimediale attraverso leggende, spiritualità, storia della città. Impossibile non perdersi per ore al suo interno! Come recita il depliant: “un’esperienza memorabile di apprendimento, un microcosmo della storia irlandese ricca di ispirazione.”

Allora fatevi ispirare anche voi e, prima di leggere l’articolo, visitate la cattedrale con il video a seguire (canale Gian Paolo Mazzotti). Buona visione!

La nostra visita alla cattedrale comincia con… due passi nel giardino di fronte. È qui infatti che San Patrizio, si racconta, abbia battezzato i primi cristiani. A ricordare l’evento, oltre che una targa in pietra nel terreno, vi è la fontana al centro del giardino, attuale forma del pozzo usato al tempo dal Santo. Inoltre ci dedichiamo a un’altra eccellenza irlandese: la letteratura, con il prezioso contributo donato ad essa da alcuni suoi cittadini e qui ricordati da alcune targhe, tra cui vi sono ben tre premi Nobel. Tra gli altri, ricordiamo William Butler Yeats, George Bernard Shaw, Samuel Becket nonché James Joyce, Oscar Wilde, Jonathan Swift e altri.

Cattedrale e giardino di San Patrizio

Dato che sta cominciando a piovigginare, entriamo nella St. Patrick Church. L’edificio odierno risale al 1220 e ha subito restauri e cambiamenti, attualmente è la più grande in Irlanda; Oliver Cromwell la utilizzò anche come scuderia, durante la sua invasione nel 1649. La slanciata architettura gotica è semplice ed elegante, ma la cosa che ci colpisce di più è la “ricchezza dei contenuti”, tanto da farmi definire questa Chiesa molto “interattiva”. Nel transetto a sinistra vi è una piccola esposizione che ricorda il sacrificio compiuto dai soldati durante le guerre a cui gli irlandesi parteciparono. Le bandiere esposte sono dei primi reggimenti irlandesi dell’esercito britannico, i loro colori vengono lasciati sbiadire, per ricordare che “i soldati non muoiono, svaniscono lentamente” (parole da una canzone dei soldati).

Old soldiers never dies, they simply fade away
(lyrics of a soldier’s song)

Al centro c’è l’Albero della Rimembranza, creato nel 2014 per commemorare il centenario della Prima Guerra Mondiale; sui suoi rami è possibile lasciare un bigliettino che possa essere di buon auspicio. In questa zona c’è anche la porta in legno (The Door of Reconciliation) che ricorda la riappacificazione nel 1492 tra due famiglie, Butler di Ormonde e Fitzgerald di Kildare, in faida fino a quel momento. Gerald Fitzgerald infilò il braccio attraverso il buco nella porta e il rivale gli strinse la mano, mettendo fine agli scontri. Da qui il detto “to chance your arm” (giocarsi il braccio), che significa rischiare o tentare la sorte.

Transetto: bandiere e Albero della Rimembranza

L’altro lato del transetto di sinistra ricorda l’importanza della musica nella storia della Cattedrale. Il coro della St. Patrick e quello della Christ Church eseguirono il primo concerto del Messiah di Handel. Qui è esposta la consolle del vecchio organo. La scala a chiocciola conduce all’organo attualmente in uso, suonato due volte al giorno e durante i concerti.

“Esperienza memorabile di apprendimento, un microcosmo della storia irlandese.”

Molto bello è il Coro, in legno intarsiato, con elmi e vessilli dei Cavalieri di San Patrizio. Nella parte anteriore possiamo ammirare il pulpito e un’orgogliosa aquila dorata che funge da leggio: rappresenta la divulgazione della parola di Dio in tutto il mondo. La parte in fondo è occupata dalla Cappella dedicata alla Madonna. Questo angolino è veramente un piccolo gioiello: la pietra chiara e i colori luminosi ne diffondono lo spirito di pace. Il restauro del 2013 ci ha fortunatamente restituito i colori originali.

L’Aquila dorata e il Coro

Nel transetto di destra, quello a sud, è destinato alla conoscenza; è possibile ascoltare i brani del Coro di San Patrizio, oppure creare il proprio souvenir: posizionando un foglio di carta sopra un piccolo altorilievo in ottone e passandoci sopra l’apposita matita, ognuno può disegnare una propria figura, proprio come veniva fatto nel 16° secolo.

Numerosi sono i monumenti e le tombe all’interno della cattedrale, tra cui quella di Fulk de Saundford, arcivescovo di Dublino e prima persona ad essere sepolta nella cattedrale, nel 1271.

Procedendo lungo la navata, troviamo la tomba di Jonathan Swift (qui Decano dal 1735 al 1745) e della sua compagna Ester Johnson (Stella). Vicino vi è una piccola esposizione che ci racconta la vita e le opere di Swift, noto per aver scritto “I viaggi di Gulliver”; raccoglie inoltre alcuni oggetti a lui appartenuti, come la sua maschera mortuaria, la copia di un sermone e un calco del suo teschio.

Tomba di Jonathan Swift e di Ester Johnson

In fondo alla Chiesa, di fianco al negozio di souvenir e prima dell’uscita, c’è il monumento dei Boyle, eretto dal Conte Richard Boyle nel 1632, dove, raffigurato da bambino, c’è anche il famoso scienziato Robert Boyle, che formulò l’omonima legge.

Avete visto quante cose interessanti è possibile scoprire in questa cattedrale? Allora non fermatevi e proseguite nel viaggio. Potete fare due passi per Dublino oppure visitare l’altra cattedrale di Dublino: la Christ Church! Buon viaggio!

Copertina: Coro della St. Patrick Cathedral
Foto: Sara Mazzotti

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